Per poter garantire l’accessibilità di un corso on line è necessario che sia l’ambiente di apprendimento che i contenuti siano accessibili e rispettino i requisiti tecnici previsti dalla Legge 4/2004. Quindi il lavoro da fare per rendere un corso realizzato con Moodle conforme alla normativa sull’accessibilità non riguarda solo la piattaforma in sé ma anche, ovviamente, l’utilizzo che se ne fa. Ad esempio, se viene inserita un’immagine, Moodle obbliga l’utente ad aggiungere un’alternativa testuale, ma non può verificare che quel testo veicoli effettivamente un’informazione equivalente; è molto importante, allora, sensibilizzare su questo tema gli utilizzatori, sia docenti che studenti, perché nessun software può garantire automaticamente l’accessibilità delle pagine, se chi le crea non pensa a come verranno fruite dagli utenti finali.

A livello tecnico, per realizzare un corso accessibile è necessario seguire le linee guida sull’accessibilità raccomandate dal W3C e i requisiti tecnici previsti dalla normativa italiana. Bisogna però considerare che, per rendere un corso realmente accessibile, potrebbe essere necessario anche un ripensamento delle modalità didattiche a distanza (si rimanda alla lettura della documentazione disponibile su Handitecno). per eventuali approfondimenti sulle strategie di insegnamento per gli studenti disabili. In alcuni casi infatti, come ad esempio in presenza di soggetti affetti da disturbi dell’apprendimento, è indispensabile essere consapevoli che alcune disabilità provocano una difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di ascolto, lettura, scrittura e ragionamento. Per capire meglio questa problematica, è utile leggere un esempio riportato nel Rapporto della Commissione ICT disabili del 2005: “Per partecipare attivamente a una chat occorre esprimere i propri pensieri senza eccessivi ritardi e un utente con scarsa dimestichezza informatica, con deficit linguistici o che utilizzi tecnologie assistive, potrebbe non riuscire a leggere o a digitare i testi con sufficiente prontezza; un utente dislessico potrebbe altresì essere intimidito dall’idea di dover rappresentare i propri pensieri in forma scritta”. Nel caso specifico, una possibile soluzione potrebbe essere quella di privilegiare gli strumenti di comunicazione e interazione asincroni, come ad esempio un forum di discussione, ma quello che ci preme sottolineare in questa sede è che per venire incontro alle necessità degli studenti disabili potrebbe essere necessario adottare delle strategie didattiche diverse da quelle tradizionalmente seguite in un corso di e-learning.

Di seguito verranno illustrati alcuni accorgimenti che i docenti di un corso a distanza dovrebbero seguire per realizzare materiali didattici accessibili a tutti; anche se tra i partecipanti a un corso non sono presenti studenti disabili molti degli accorgimenti proposti possono essere utili, come vedremo, a qualsiasi tipo di utenza. Vista la vastità della materia, non è possibile esaurire l’argomento in poche pagine. Si rimanda, perciò, per maggiori dettagli alla lettura della molta documentazione disponibile. In particolare si consiglia la lettura delle già citate Linee guida IMS per lo sviluppo di applicazioni accessibili per la formazione e, per quanto riguarda l’applicazione e la verifica dei requisiti tecnici previsti dalla Legge 4/2004, di un dettagliato documento tratto dal libro di Roberto Scano Legge 04/2004 dalla teoria alla realtà (formato PDF, 1MB); un’altra utile lettura per avvicinarsi a questa tematica è Destinazione Web - Un viaggio verso siti pubblici di qualità (formato PDF, 1.41 MB), un manuale realizzato dalla Regione Emilia-Romagna e destinato a tutti i responsabili e redattori di siti web pubblici. Ulteriori proposte di approfondimento vengono fornite nella bibliografia di questo documento.

Impostare un corso

Una delle prime scelte che deve compiere un docente è quella relativa al tema da utilizzare per il proprio corso, cioè al suo aspetto grafico; come abbiamo visto precedentemente, in Moodle sono disponibili diversi temi che risultano conformi alla normativa italiana sull’accessibilità e quindi il consiglio che si può dare a riguardo è di lasciare allo studente la possibilità di scegliere autonomamente il tema più adatto alle proprie esigenze di lettura. In particolare si consiglia di rendere sempre disponibile il tema standard, che è quello che garantisce una maggiore accessibilità tra quelli presenti nella distribuzione ufficiale di Moodle.

Una volta scelto il tema, si può iniziare a organizzare la pagina principale del proprio corso e a inserire i vari blocchi laterali. In questo caso suggeriamo di non esagerare con l’uso dei blocchi e di utilizzare solo quelli che si ritengono realmente utili per l’attività didattica. L’estrema facilità con cui i blocchi vengono inseriti nella pagina può infatti indurre a attivarne più del necessario, creando solo confusione soprattutto nelle fasi iniziali del corso, quando lo studente sta ancora familiarizzando con il nuovo ambiente di apprendimento; questo suggerimento quindi non riguarda solo gli utenti disabili ma anche tutti coloro che accedono per la prima volta a un corso on line o hanno scarsa dimestichezza nell’uso delle tecnologie di apprendimento a distanza. Facciamo un esempio pratico. All’inizio di un corso saranno stati scambiati ovviamente pochi messaggi sul forum di discussione. È inutile perciò attivare il blocco “Ricerca nei forum”; questo blocco potrà invece essere reso disponibile solo in un secondo momento quando sarà effettivamente utile per ricercare tra i vecchi messaggi.

Attenzione alla struttura de i documenti

Il linguaggio di marcatura (X)HTML prevede una serie di elementi che servono per comunicare al lettore, la struttura dei contenuti cioè se sono titoli, paragrafi, tabelle, ecc. Per poter pubblicare una pagina web non è necessario conoscere il linguaggio (X)HTML, perché in Moodle è presente un editor che traduce ciò che viene scritto dall’utente in codice di marcatura. Compito del docente sarà invece quello di scegliere di volta in volta gli appropriati marcatori da utilizzare per strutturare correttamente il proprio documento . Ad esempio se è necessario inserire una lista sarà l’utente a dover decidere se dovrà essere ordinata, cioè preceduta da un numero progressivo, oppure non ordinata, cioè preceduta generalmente da un simbolo grafico.

Il primo requisito tecnico previsto dalla Legge 4/2004 impone l’uso della versione Strict del linguaggio di marcatura scelto. Ciò significa che non è possibile utilizzare gli attributi e i marcatori presentazionali presenti invece nella versione Transitional di (X)HTML, come ad esempio il tag font . Questo obbligo, molto più stringente rispetto ad altre normative sull’accessibilità, ha lo scopo di separare completamente i contenuti dalla loro presentazione, per far sì che l’utente sia libero di personalizzare le modalità di fruizione dei contenuti e adattarli meglio alle proprie esigenze di lettura. Se l’amministratore della piattaforma ha seguito i consigli forniti fin qui, l’editor di Moodle dovrebbe comparire come nella figura seguente; come si può vedere, sono disponibili solo pochi comandi, ma in questo modo il docente è sicuro di utilizzare solo codice conforme alla normativa italiana.

L'editor HTML di Moodle

Un altro obbligo previsto dal primo requisito è quello di utilizzare elementi ed attributi in modo conforme alle specifiche, compreso il rispetto della semantica. La conformità del codice alla DTD diochiarata, come già precisato in precedenza, può essere verificata utilizzando il validatore HTML disponibile sul sito del W3C.

L’uso di un appropriato codice di marcatura strutturale rende più semplice la lettura da parte di un utente disabile. Un corretto utilizzo dei titoli ad esempio permette di comprendere facilmente come la pagina è stata strutturata e di raggiungere più velocemente le informazioni cercate. Per far comprendere la struttura della pagina, è molto importante utilizzare correttamente le intestazioni e non saltare i livelli logici dei titoli: ad esempio un h1 (cioè un titolo di primo livello) dovrà essere seguito da un h2 (titolo di secondo livello) e non da un h3 (titolo di terzo livello).

Il menu a tendina per l'inserimento delle intestazioni

Questa particolare attenzione nell’uso delle intestazioni è ovviamente richiesta in tutte le pagine del proprio corso, ma soprattutto nella pagina principale dove vengono presentate le varie attività e risorse disponibili agli studenti. Questa pagina infatti è generalmente abbastanza complessa e quindi una maggiore attenzione alla sua struttura può facilitare sia gli utenti disabili che quelli normodotati. Nell’immagine seguente, grazie a un plug-in di Firefox, le intestazioni presenti nella pagina principale di un corso realizzato con Moodle sono state evidenziate da bordi colorati: come si può vedere, il titolo del modulo (in verde) utilizza un’intestazione di secondo livello (h2), mentre per i sotto-argomenti di ogni modulo è stata utilizzata un’intestazione di terzo livello.

Un esempio di uso corretto delle intestazioni in un corso realizzato con Moodle

Anche per quanto riguarda le liste, l’uso degli appropriati marcatori strutturali permette a uno screen reader di fornire alcune informazioni aggiuntive come il numero degli elementi presenti nella lista stessa. Le liste ordinate o non ordinate devono essere opportunamente marcate. Non è infatti sufficiente andare a capo e far precedere il testo da un numero o da un elemento grafico. Anche in questo caso al docente è richiesto semplicemente di scegliere l’appropriato comando, così come avviene utilizzando un qualsiasi elaboratore di testi come Microsoft Word o OpenOffice.org Writer.

Alcuni semplici accorgimenti inoltre consentono di facilitare la lettura della pagina, non solo agli utenti disabili. Innanzitutto, è molto utile creare mini-blocchi di testo , facilmente leggibili, separandoli con una riga vuota; al docente non è richiesta nessuna particolare attenzione dal punto di vista tecnico, perché sarà compito dell’editor HTML inserire l’appropriato marcatore di un nuovo paragrafo una volta che si decide di andare a capo. Per enfatizzare il testo, è preferibile il grassetto al corsivo, mentre è da evitare la sottolineatura perché crea confusione con i link. Per quanto riguarda gli allineamenti, è preferibile utilizzare l’allineamento a sinistra. La giustificazione del testo presenta infatti disomogeneità negli spazi fra le parole (in realtà non ci si dovrebbe preoccupare degli allineamenti, perché dovrebbero essere definiti solo ed esclusivamente nel foglio di stile scelto per il proprio corso).

Immagini

Un accorgimento fondamentale per realizzare contenuti accessibili è la presenza di buoni testi alternativi per le immagini, soprattutto se veicolano delle informazioni importanti per la comprensione del testo (grazie all’uso dei testi alternativi è possibile fornire un equivalente testuale che può esser facilmente letto da uno screen reader).

Finestra di dialogo per l'inserimento di un'immagine

Scrivere un buon testo alternativo non è comunque un’operazione semplice o banale. L’immagine e l’equivalente testuale dovrebbero infatti essere intesi come due modi diversi di fare riferimento ad un medesimo contenuto : il compito del testo alternativo di svolgere la stessa funzione dell’immagine per chi non può vederla. Non basta, in molti casi, fornire una semplice descrizione di ciò che l’immagine mostra. Un buon esempio di equivalenti testuali funzionali sono le icone di Moodle che permettono di modificare, spostare o eliminare una risorsa: il loro testo alternativo non descrive l’icona bensì illustra la funzione che svolge (ad esempio, non viene indicato un inutile “immagine di una crocetta di colore rosso” ma un più funzionale “elimina”).

Per le immagini più complesse, come ad esempio diagrammi o grafici, il testo alternativo non è sufficiente ed è quindi necessaria una descrizione esaustiva all’interno del testo o in una pagina dedicata. Inoltre è necessario evitare immagini o scritte in movimento la cui frequenza di intermittenza possa provocare attacchi epilettici o disturbi della concentrazione; qualora ne fosse richiesto l’utilizzo, è opportuno avvertire l’utente del possibile rischio ed è anche necessario fare in modo di saltarle.

Infine per quanto riguarda le immagini sensibili (le cosiddette mappe immagine), oltre a prevedere un equivalente testuale funzionale per ogni area attiva dell’immagine, è opportuno fornire sempre collegamenti di testo ridondanti; questo accorgimento, infatti, permette di rendere l’informazione accessibile anche a coloro che navigano utilizzando browser testuali oppure dispositivi mobili come i palmari e i cellulari.

Collegamenti ipertestuali

Anche un link mal scritto può rendere una pagina poco accessibile. Il più classico degli esempi in questo caso è il purtroppo ancora molto diffuso “clicca qui”, che non fornisce nessuna informazione sulla destinazione del collegamento ipertestuale; p er r endere chiara la destinazione di un link è necessario che il suo testo sia significativo anche se letto fuori contesto. B isogna infatti considerare che gli utenti non vedenti, grazie a una funzionalità dello screen reader, possono conoscere immediatamente tutti i link presenti all’interno di una pagina oppure scorrerli in rapida successione: ecco perché è importante che i testi dei link diano informazioni sulla loro destinazione, senza richiedere all’utente di leggere le frasi in cui sono inseriti.

Per chiarire la destinazione di un link risulta molto utile indicare anche se il documento collegato è diverso da una normale pagina web, ad esempio se si tratta di un documento in formato PDF, eventualmente indicandone la dimensione. Nel caso di connessioni lente, infatti, può risultare snervante per l’utente dover aspettare che un file di grandi dimensioni venga scaricato completamente prima di poter essere letto.

Per veicolare queste informazioni aggiuntive, è possibile dare un titolo al collegamento ipertestuale attraverso l’attributo title (ad esempio: <a href=”programma.pdf” mce_href=”programma.pdf” title=”Programma del corso on line [formato PDF, 180KB]”>Programma del corso</a>) ma è comunque preferibile indicarlo per esteso nel testo in quanto questa informazione potrebbe essere molto utile anche per tutti gli utenti che navigano con dispositivi alternativi come cellulari e palmari, oltre al fatto che gli screen reader non leggono per impostazione predefinita il titolo del collegamento ipertestuale.

Finestra di dialogo per l'inserimento di un link e del relativo titolo

Colori

Bisogna stare attenti a non veicolare delle informazioni solo attraverso l’uso dei colori. Ad esempio, non è corretto scrivere “la risposta esatta è evidenziata in verde”, dal momento che questa informazione può risultare inaccessibile agli utenti che hanno difficoltà a percepire i colori. Per g arantire che tutti gli elementi informativi siano disponibili anche in assenza di colore, è necessario aggiungere elementi informativi non dipendenti dal colore. Per esempio: “la risposta esatta è evidenziata in verde e preceduta da un asterisco”.

Inoltre, è necessario utilizzare dei colori per lo sfondo e il testo che garantiscano un sufficiente contrasto anche per gli utenti ipovedenti e con difficoltà a percepire i colori, il che può essere fatto applicando l’algoritmo indicato nella verifica tecnica prevista dalla Legge 4/2004.

Tabelle di dati

Per rendere una tabella dati più accessibile è necessario prevedere un sommario (l’attributo summary dell’elemento table ), un titolo (l’elemento caption ) e identificare in modo chiaro la relazione tra le righe e le colonne. Quando è necessario inserire una tabella di dati bisogna intervenire direttamente sul codice XHTML perché al momento l’editor di Moodle non permette di stabilire qual è il rapporto tra le righe e le colonne di una tabella ed è quindi necessario applicare manualmente i necessari accorgimenti per facilitarne la lettura da parte di un non vedente.

Finestra di dialogo per l'inserimento di una tabella

Di seguito viene riportato un esempio di tabella di dati accessibile. Per ulteriori informazioni, si consiglia la lettura della guida Siti ad elevata accessibilità da cui è stata tratta questa porzione di codice.

<table summary=”Corsi di storia offerti nella comunità di Bath, organizzati per nome del corso, insegnante, sommario, codice e tassa d’iscrizione”>
  <tr>
<th colspan=”5″ scope=”colgroup”>Corsi comunitari — Bath, Autunno 1997</th>
  </tr>
  <tr>
    <th scope=”col” abbr=”Corso”>Nome del corso</th>
    <th scope=”col” abbr=”Prof”>Insegnante</th>
    <th scope=”col” abbr=”Desc”>Descrizione</th>
    <th scope=”col”>Codice</th>
    <th scope=”col”>Tassa</th>
  </tr>
  <tr>
    <td scope=”row”>Dopo la Guerra Civile</td>
    <td>Dr. John Wroughton</td>
    <td>Il corso esaminerà i turbolenti anni in Inghilterra
      dopo il 1646. <em>6 incontri settimanali, a partire da
      Lunedì 13 Ottobre.</em></td>
    <td>H27</td>
    <td>£32</td>
  </tr>
  <tr>
    <td scope=”row”>Introduzione all’Inghilterra degli
      Anglo-Sassoni</td>
    <td>Mark Cottle</td>
    <td>Corso di un solo giorno, introduttivo alla ricostruzione
      della società anglo-sassone nel Primo Medioevo. <em>Sabato
      18 Ottobre.</em></td>
    <td>H28</td>
    <td>£18</td>
  </tr>
  <tr>
    <td scope=”row”>Lo splendore della Grecia Antica</td>
    <td>Valerie Lorenz</td>
    <td>Luogo di nascita della democrazia, della filosofia, patria
      d’elezione del teatro e della disputa logica. Ciò che i
      Romani hanno fatto, i Greci lo avevano realizzato per primi.
      <em>Sabato 25 Ottobre 1997 (giorno scolastico)</em></td>
    <td>H30</td>
    <td>£18</td>
  </tr>
</table>

Multimedia

Sempre più spesso nei corsi di e-learning si fa ampio uso di contenuti multimediali, come ad esempio quelli realizzati con la tecnologia Flash (per garantire una piena accessibilità di Flash è necessario seguire le indicazioni fornite dall’Adobe). Pertanto, l’accessibilità del multimedia è un argomento estremamente importante ai fini di una completa fruibilità dei materiali didattici da parte dei disabili. Nel caso del multimedia la Legge 4/2004 prevede la necessità di predisporre una alternativa testuale equivalente in forma di sottotitolazione e di descrizione vocale, che consenta anche agli utenti disabili (ciechi, sordi e sordociechi) di fruire pienamente dei materiali didattici. Qualora un filmato o una presentazione multimediale siano indispensabili per la completezza dell’informazione, è necessario fornirne almeno un riassunto.

Questo argomento non può essere trattato esaustivamente in poche pagine, si segnala comunque che sul sito Webaccessibile.org è disponibile un’ampia sezione dedicata all’accessibilità del multimedia in cui vengono illustrate le modalità per sottotitolare e audiodescrivere un filmato. In questa sede, ci limitiamo a suggerire di fornire sempre un’alternativa testuale per i contenuti audio e video, alternativa che può essere interpretata correttamente da tutte le tecnologie assistive utilizzate dai disabili. Ad esempio, per i Learning Objects in formato Flash, si consiglia di rendere disponibile anche il testo completo in formato PDF o preferibilmente in HTML; in questo modo, con un minimo sforzo, si riuscirà a sfruttare tutti i vantaggi che le moderne tecnologie della formazione offrono senza però penalizzare nessuno studente. Ovviamente, avendo le opportune competenze tecniche, sarebbe necessario realizzare dei contenuti multimediali direttamente accessibili e non affidarsi solo a una versione alternativa testuale.

Per finire è importante sottolineare che, come in altri casi che abbiamo visto precedentemente, questi accorgimenti sono fondamentali per persone disabili e per coloro che hanno difficoltà di apprendimento, ma possono risultare molto utili anche per gli utenti che non dispongono dei necessari plug-in per la fruizione dei contenuti multimediali o che navigano con una connessione particolarmente lenta.