Grazie all’uso delle cosiddette tecnologie assistive, strumenti hardware e software che consentono di sopperire a menomazioni di sensoriali e cognitive, si sono aperti per i disabili degli scenari impensabili fino a pochi anni fa nel campo della comunicazione, dell’intrattenimento e dello studio. Per un disabile la possibilità di accedere al web coincide con il diritto allo studio e alla cultura e quindi, se non vengono prese delle misure per garantire l’accessibilità, chi è disabile può essere escluso dai notevoli benefici offerti dalle nuove modalità di apprendimento. Da questo punto di vista, l’e-learning può costituire una grande opportunità per i disabili, a cui viene troppo spesso preclusa la possibilità di accedere all’istruzione a causa di barriere architettoniche purtroppo ancora molto diffuse non solo nel nostro paese.
Come si legge nel Rapporto 2005 della Commissione ICT disabili “l’e-learning si configura come uno strumento educativo congeniale non solo per chi, potendo scegliere, predilige questa forma di insegnamento flessibile e interattiva, ma anche per coloro che, appartenendo ad una categoria svantaggiata, ne trarrebbero i maggiori benefici”. Inoltre viene sottolineato un aspetto troppo spesso trascurato: “l’e-learning non solo faciliterebbe l’inserimento di studenti disabili in un contesto di classe virtuale ma consentirebbe anche la realizzazione professionale di docenti con disabilità congenite o acquisite che non potrebbero altrimenti svolgere le loro attività in strutture scolastiche tradizionali”.
Per rispondere adeguatamente alle sfide del terzo millennio, la Commissione europea ha lanciato l’iniziativa e-learning – pensare all’istruzione di domani, con cui invita tutti gli stati membri a diffondere le nuove tecnologie nei sistemi di istruzione e a sfruttare pienamente le potenzialità degli ambienti di apprendimento virtuale. Considerando che in Europa, secondo le statistiche più recenti, ci sono circa 37 milioni di disabili (in Italia sono 2 milioni 824 mila, pari al 5% della popolazione), è facile comprendere perché fin dal 2000 l’Unione Europea, con l’emanazione del Piano d’azione eEurope 2002: una Società dell’Informazione per tutti, abbia mostrato una grande attenzione anche nei confronti dell’accessibilità dei siti web (per una panoramica sulle iniziative europee in tema di accessibilità, si consulti il Libro bianco sulla disabilità ) . In occasione della Conferenza Ministeriale ICT for an inclusive society inauguratasi a Riga l’11 Giugno 2006, l’Unione Europea ha confermato le strategie da adottare in merito all’accessibilità dei siti web pubblici e, nella cosiddetta Dichiarazione di Riga, ha ribadito che le nuove tecnologie devono contribuire a migliorare la qualità della vita. Occorre quindi promuovere una cultura dell’attenzione, che miri all’inclusione di tutti, in primo luogo i disabili, nella Società dell’Informazione.
Una corretta gestione delle nuove tecnologie può favorire una maggiore integrazione scolastica e sociale degli studenti disabili. Purtroppo, però, le piattaforme utilizzate per la gestione dei contenuti e i materiali didattici non sempre sono realizzati tenendo conto delle esigenze di tutti i potenziali utenti e questo può, in alcuni casi, creare delle barriere tecnologiche che impediscono concretamente la fruizione dei contenuti e dei servizi. Innanzitutto è necessario che la piattaforma con cui viene erogato un corso sia accessibile ma, soprattutto, è spesso indispensabile concentrarsi sulla progettazione e organizzazione dei corsi in modo da adeguarli alle diverse necessità degli studenti disabili. Per quanto riguarda il primo aspetto, vanno quindi risolti tutti quei problemi che possono rendere inaccessibili i contenuti erogati, mentre per il secondo è necessario interrogarsi sulle modalità di apprendimento più adatte per le diverse tipologie di disabilità. Assicurare l’accessibilità dei corsi – come sostiene Nicolussi in E-learning per tutti: l’accessibilità dei corsi on-line (formato PDF, 435KB) – appare essere lo sforzo maggiore poiché questi vengono realizzati spesso in modo inadeguato rispetto ai criteri che l’accessibilità impone.
Per aiutare i docenti nella realizzazione di materiali didattici accessibili, l’IMS Global Learning Consortium, un insieme di organizzazioni unite dall’intento di sviluppare specifiche per le tecnologie della formazione, ha rilasciato nel giugno 2002 le Linee guida IMS per lo sviluppo di applicazioni accessibili per la formazione. In questo documento sono raccolte una serie di raccomandazioni e soluzioni per rendere la formazione on line realmente accessibile a tutti. Dopo un’analisi delle varie disabilità e delle tecnologie assistive, vengono enunciati alcuni principi fondamentali di progettazione accessibile dei contenuti e degli strumenti di supporto all’apprendimento. Un’ampia sezione è dedicata inoltre alle metodologie per rendere accessibili contenuti non solo testuali, tra cui la matematica, la geografia, le scienze, la musica e le lingue. È bene sottolineare che le linee guida IMS non hanno la finalità di sostituire le raccomandazioni esistenti, ma suggeriscono degli accorgimenti pensati specificatamente per l’e-learning.
Le linee guida non invitano gli sviluppatori di contenuti didattici a non utilizzare immagini e contenuti multimediali; suggeriscono invece come rendere tali contenuti accessibili a un pubblico più vasto. Per riuscire a rendere un corso di e-learning accessibile, bisogna prima comprendere che le persone usano il web in molti modi diversi. Una pagina web dovrebbe quindi presentare le informazioni in modo che tutti possano accedervi indipendentemente dal tipo di hardware o software che stanno usando. Una maggiore attenzione verso gli utenti disabili o che sono condizionati da temporanee limitazioni tecniche o fisiche può comportare dei vantaggi per tutti gli utenti; l’accessibilità, infatti, basandosi sui principi di progettazione universale (Design for all), prevede che l’uso di un progetto sia facile da capire, indipendentemente dall’esperienza, conoscenza, perizia di linguaggio o capacità di concentrazione dell’utente. Il rispetto dei principi di accessibilità inoltre migliora l’esperienza di navigazione di tutti coloro che navigano in condizioni ambientali difficili (eccessiva illuminazione, elevato rumore di fondo, banda limitata, mani e occhi impegnati) oppure utilizzano dispositivi come i palmari e i cellulari che hanno caratteristiche tecniche diverse da quelle di un normale personal computer.
La normativa italiana sull’accessibilità
In Italia è in vigore la Legge n. 4 del 9 gennaio 2004, Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici (formato PDF, 591KB), che prevede l’obbligo per tutti i siti delle amministrazioni pubbliche o a prevalente capitale pubblico di menzionare il rispetto dei requisiti di accessibilità previsti dalla legge in ogni nuovo contratto per la realizzazione, modifica o novazione di siti Internet, a pena di nullità del contratto medesimo. In sede di valutazione delle offerte, la legge prevede che il rispetto dei requisiti di accessibilità sia motivo di preferenza a parità di ogni altra condizione. Prevede inoltre il graduale adeguamento dei siti web esistenti ai requisiti tecnici di accessibilità. Infine obbliga la Pubblica Amministrazione a mettere a disposizione del dipendente disabile la necessaria strumentazione informatica e introduce le problematiche relative all’accessibilità tra le materie di studio a carattere fondamentale nei corsi di formazione destinati al personale pubblico.
La normativa si applica anche alle scuole di ogni ordine e grado e impone l’accessibilità del materiale formativo e didattico utilizzato. L’accessibilità – così come viene definita nell’articolo 2 della Legge – è “la capacità dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari”. La finalità della legge è di garantire il diritto di accesso dei disabili ai servizi telematici della Pubblica Amministrazione, in modo da promuovere l’uso degli strumenti informatici come fattore abilitante e di superamento delle disabilità e delle esclusioni.
Come si è detto, la Legge 4/2004 prevede anche l’obbligo dell’accessibilità del materiale formativo e didattico utilizzato nelle scuole di ogni ordine e grado. Data la peculiarità di tale contesto applicativo, è stato istituito presso il CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione) un gruppo di lavoro incaricato di pubblicare le linee guida per l’accessibilità dell’e-learning. Il 31 maggio 2006 su PubbliAccesso, il sito del CNIPA dedicato all’accessibilità, è stato pubblicato un primo studio sui requisiti tecnici di accessibilità delle piattaforme di e-learning e dei Learning Object, che ha appunto lo s copo di fissare i requisiti di accessibilità per l’e-learning. Secondo questo studio, contenuti e piattaforme per l’e-learning devono fornire servizi e materiali didattici attraverso modalità che consentano a ciascuno studente di utilizzare a pieno le proprie potenzialità. I materiali didattici per l’utilizzo on line devono cioè essere costruiti per essere fruibili da chiunque, a prescindere da eventuali disabilità e dalle tecnologie utilizzate. Le differenze sostanziali rispetto al Decreto Ministeriale che stabilisce le regole tecniche per i siti web riguardano principalmente il requisito 15. Lo standard di mercato SCORM (Shareable Content Object Reference Model), si basa tra l’altro sull’uso di funzioni in linguaggio ECMA-Script, pertanto, allo stato attuale, l’uso di questa tecnologia è indispensabile per il funzionamento di applicazioni e-learning. Ne segue che i requisiti che richiedono la funzionalità del sistema anche in assenza di supporto di tale tecnologia non possono essere applicati.