Di seguito vedremo alcuni interventi che gli amministratori devono compiere per migliorare l’accessibilità dei corsi che utilizzano la piattaforma Moodle. Particolare attenzione verrà rivolta all’editor HTML che al momento presenta ancora diversi problemi di accessibilità e conformità alla Legge 4/2004.
Nelle ultime versioni di Moodle, il file per la localizzazione della lingua non è più disponibile nella distribuzione standard e quindi uno dei primi interventi che deve compiere l’amministratore di una piattaforma è l’installazione della propria lingua. Per aggiungere una nuova lingua è possibile scaricare e scompattare il language pack manualmente oppure usare direttamente l’interfaccia di Moodle.
In Moodle 1.8.x tutti blocchi e le attività che un amministratore può rendere disponibili ai docenti risultano sostanzialmente conformi alla normativa italiana e sufficientemente accessibili; in alcuni casi sono stati rilevati dei problemi di conformità che però non dovrebbero pregiudicare l’utilizzo da parte degli utenti disabili e che comunque si prevede saranno risolti quanto prima. Ovviamente in alcuni casi la conformità alla normativa italiana dipende dall’uso che si fa di questi strumenti. Ad esempio per il blocco HTML valgono le indicazioni generali sull’accessibilità di un corso e quindi il rispetto dei requisiti di accessibilità dipende dal docente che inserisce i contenuti e non dalla piattaforma Moodle. Nonostante questi strumenti risultino conformi, si suggerisce di disabilitare quelli che si ritiene poco utili o non adatti ai propri corsi (ad esempio Network server, Loan calculator, ecc) per semplificare l’interfaccia della piattaforma e facilitare i docenti meno esperti nell’uso di Moodle.
Un altro intervento che un amministratore può fare per aiutare i docenti a rispettare i requisiti previsti dalla normativa italiana sull’accessibilità riguarda i filtri, cioè delle regole che vengono applicate alla maggior parte dei testi inseriti dagli utenti in Moodle prima che essi vengano pubblicati e che quindi consentono delle “modifiche dell’ultimo minuto”. Tra i vari filtri disponibili in Moodle, Tidy può risultare molto utile per poter garantire la conformità al primo requisito del DM 8 luglio 2005, che prescrive di usare i linguaggi di marcatura in modo conforme alle specifiche del W3C; questo strumento è infatti uno dei più antichi e noti validatori HTML e permette di scovare gli errori del codice di marcatura e di restituirlo privo di errori formali. Per poter attivare il filtro è necessario abilitare le opzioni libtidy nell’installazione di PHP, ulteriori informazioni sono disponibili al seguente indirizzo: http://it.php.net/tidy.
Per quanto riguarda il layout di un corso Moodle, si consiglia di rendere disponibili diversi temi in modo da dare la possibilità all’utente di decidere quale soddisfi maggiormente le proprie necessità ed esigenze di lettura; in particolare si suggerisce di rendere sempre disponibile il tema standard che è quello che garantisce una maggiore accessibilità. Inoltre potrebbe risultare utile permettere a ogni utente di impostare un proprio tema personalizzato.
Le ultime considerazioni riguardano AJAX (Asynchronous JavaScript and XML), un termine che descrive un nuovo approccio all’utilizzo di diverse tecnologie esistenti (HTML o XHTML, CSS, JavaScript, DOM, XML, XSLT e l’oggetto XMLHttpRequest). AJAX offre molte opportunità a chi realizza interfacce web con il rischio però di rendere le pagine parzialmente inaccessibili; alcune di queste funzionalità definite al momento sperimentali in Moodle (ad esempio la possibilità di spostare una risorsa con il drag and drop) non funzionano correttamente con Mozilla Firefox ma solo con Microsoft Internet Explorer e quindi, fino a quando non saranno compatibili con tutti i browser, si consiglia di abilitarle solo se si è sicuri che gli utenti potranno realmente fruirne.
L’editor HTML di Moodle
Come abbiamo visto precedentemente, il comportamento dell’editor HTML presente in Moodle differisce molto a seconda del browser che si sta utilizzando: se si usa Microsoft Internet Explorer, l’editor inserisce elementi deprecati e non conformi alla DTD Strict di XHTML (come font e center ), mentre con Firefox tutti gli stili vengono applicati in linea. Nelle prossime versioni di Moodle in alternativa all’attuale editor sarà possibile utilizzare anche TinyMCE, uno dei migliori editor WYSIWYG rilasciato sotto licenza LGPL. Fino a quel momento sarà necessario configurare al meglio l’attuale editor, in modo da facilitare il lavoro dei docenti e allo stesso tempo garantire la conformità alla normativa italiana di un corso realizzato con Moodle.
A prescindere da ciò che viene impostato nel pannello di amministrazione, gli utenti possono scegliere di non utilizzare l’editor HTML. Quindi conviene lasciare loro la possibilità di decidere la configurazione più adatta alle proprie esigenze; è bene precisare che l’utente visualizzerà l’editor HTML solo se utilizza un browser compatibile con esso (cioè con JavaScript supportato e attivato).
Vediamo brevemente come configurare alcune delle opzioni disponibili per migliorare l’accessibilità dell’editor, iniziando da alcuni interventi che riguardano la personalizzazione dell’interfaccia. Se si decide di modificare il colore di sfondo per adattarlo al tema grafico utilizzato nel proprio corso, è necessario utilizzare solo colori chiari per garantire un sufficiente contrasto con il colore del testo, che invece al momento non può essere modificato. Tra le varie opzioni è possibile impostare l’elenco di font che comparirà nel menu “nome del carattere”. Il primo della lista sarà anche quello che verrà utilizzato come carattere dell’editor e quindi è preferibile scegliere un font senza grazie (tipo Arial o Verdana) perché garantisce una migliore leggibilità a schermo. Infine, se si vuole modificare la dimensione dei font, si consiglia di utilizzare solo valori relativi ( em o %) e non i pixel, perché altrimenti Microsoft Internet Explorer non permetterà l’ingrandimento dei testi.
Passiamo al secondo gruppo di interventi che riguardano invece i comandi presenti nell’editor. Per garantire la conformità al primo requisito della Legge 4/2004 è necessario disabilitare tutti quei comandi che permettono di inserire codice non conforme alla DTD Strict di XHTML 1.0; in particolare devono essere disabilitati fontname (nome del carattere), font-size (dimensioni del carattere), i vari allineamenti, il colore del testo e quello dello sfondo, perché utilizzando Microsoft Internet Explorer verrebbero inseriti elementi ed attributi presentazionali esplicitamente vietati dalla normativa italiana. Infine si consiglia di abilitare il filtro Word per permettere agli utenti di ripulire il codice generato da Microsoft Word, che solitamente aggiunge degli stili proprietari che, oltre a rendere il codice non valido, sovrascrivono le impostazioni definite nel tema del proprio corso.
